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Guida per una corretta compilazione e presentazione della domanda di ammissione al Patrocinio a spese dello Stato in Materia Civile

Aspetti formali

La domanda deve essere compilata in ogni suo spazio e quindi:

  • devono essere indicati i nomi di tutti i componenti (con i relativi codici fiscali) della famiglia anagrafica (PRIMA PAGINA); è necessario allegare alla domanda autocertificazione dello stato di famiglia;
  • devono essere indicati i dati di cui al QUADRO A se la causa è gia iniziata, ovvero i dati di cui al QUADRO B (tipo di controversia e documenti relativi) se la causa non è iniziata (SECONDA PAGINA);
  • deve essere indicato il nome del difensore scelto tra quelli presenti nell’elenco degli avvocati per il patrocinio a spese dello stato (a disposizione presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine) (QUARTA PAGINA)
  • deve essere datata e sottoscritta (N.B. due volte, anche ai sensi della legge sulla privatezza) (QUARTA PAGINA).

La domanda può essere inviata anche per posta a mezzo di  raccomandata con ricevuta di ritorno.

Lo sportello per la presentazione delle domande è aperto il lunedi mattina dalle ore 9,30 alle ore 11,30 nella sede di Via Borfuro, 11/A.
Invitiamo gli avvocati a presentare le domande di ammissione al PSS presso il nostro
Ordine solo ed esclusivamente tramite il gestionale Sfera.

vedi mappa

Allegati all'istanza

  • copia carta d’identità in corso di validità e copia del codice fiscale di tutti i componenti dello Stato di famiglia;
  • il cittadino straniero non comunitario deve obbligatoriamente presentare il permesso di soggiorno in corso di validità al momento del verificarsi del fatto che ha dato origine la controversia;
  • separazione: certificato di matrimonio o documentazione dalla quale risulti il coniugio;
  • divorzio: verbale di separazione omologato;
  • potestà genitoriale e controversie riguardanti i figli naturali: certificato di nascita attestante paternità e maternità.


N.B. IN ASSENZA DEI REQUISITI FORMALI CHE PRECEDONO LA DOMANDA NON POTRA’ ESSERE  RICEVUTA.

Aspetti sostanziali

  • Il richiedente per accedere al patrocinio a spese dello Stato deve avere un reddito inferiore, attualmente, a  € 11.746,68 con riferimento all’ultima dichiarazione dei redditi presentata;
  • Al raggiungimento della somma di € 11.746,68 concorrono i redditi di tutti i componenti del nucleo familiare (anche di fatto) risultante dallo stato di famiglia (pertanto, nel caso in cui il richiedente avesse un reddito di € 5.000,00 ed il figlio convivente di € 10.000,00, non potrebbe essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato). N.B. Il cumulo del reddito non opera se la persona risultante dallo stato di famiglia è il soggetto che ha proposto l’azione o contro il quale si deve agire (per esempio nel caso di SEPARAZIONE GIUDIZIALE);
  • Il richiedente dovrà allegare il CU o il MODELLO UNICO attestante il reddito (o idonei documenti che dimostrino la non produzione di reddito) e comunque DOVRA’ indicare il reddito nel QUADRO C (SECONDA PAGINA) e allegare autocertificazione, dichiarazione la cui  falsita’ prevede la revoca dell’ammissione al patrocinio e SANZIONI PENALI.
  • Gli assegni di mantenimento sono computati ai fini del Patrocinio a Spese dello Stato

    Il Tribunale Civile di Bergamo aderisce all’orientamento espresso dall’ordinanza emessa dalla Corte di Cassazione n.24378/19 e nel verificare la sussistenza dei requisiti per il Patrocinio a spese dello Stato computa nei redditi del nucleo famigliare gli assegni di mantenimento della prole, anche se esenti ed esclusi dalla base imponibile dell’Irpef.
    Essendo pervenute dal Tribunale diverse revoche dell’ammissione al beneficio del Patrocinio a Spese dello Stato, che il Consiglio dell’Ordine aveva deliberato in via anticipata ed urgente, invitiamo gli istanti a considerare nel reddito del nucleo famigliare ai fini del raggiungimento della soglia di  €11.746,68 anche gli assegni di mantenimento anche se non percepiti.

Compito del Consiglio dell’Ordine nel ricevere la domanda è quello di valutare la rilevanza e la non manifesta infondatezza della domanda stessa.